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Teat-room
di Gianna Volpi
musica
5 gennaio 2012
La rosa di Amy Winehouse
23 dicembre 2011
BUONE FESTE



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cinema
20 dicembre 2011
PEREGRINANDO PEREGRINANDO NELLA BOCCA DEL CANE





La cagnolina di Liz amava i gioielli come la sua padrona. Lo ha raccontato con dovizia di particolari Ward Landrigan, già responsabile della sezione "gioielli" di Sotheby's.

Landrigan ha ricordato quella famosa sera di San Valentino del 1968 in cui si recò al Caesar Palace di Las Vegas per consegnare la famosa "Peregrina" (la perla, montata su collier Cartier, venduto pochi giorni fa a quasi 12 milioni di dollari, durante l'asta dei gioielli di Liz Taylor di Christie's) allora acquistata da Richard Burton per la sua amata . Dopo i convenevoli del caso, i gridolii di entusiasmo dell'attrice, i complimenti del venditore, Liz era uscita dal salone della sua suite per recarsi nel boudoir, con l'intenzione di indossare vittoriosa il suo trofeo. Mentre i due uomini conversavano amabilmente e Landrigan raccontava le peregrinazioni della perla leggendaria (scoperta a Panama nel 16mo secolo fu donata al re di Spagna Filippo II dal governatore di Panama', Diego de Tebes, che l'aveva portata a Siviglia. Filippo II la regalo' alla sua sposa Maria Tudor. Successivamente, fu sfoggiata dalle regine che occuparono il trono di Spagna: Margherita d'Austria la indossava incastonata in una spilla nel famoso ritratto equestre di Velasquez, e il marito Filippo III sul cappello), di là regnava il silenzio fino al momento che la Taylor irruppe nella stanza, tutta scarmigliata, gridando "Ward, ho perso la perla!". I tre presi dal panico, si misero a frugare dappertutto, sui mobili e tra le pieghe dei tappeti, sotto lo sguardo impertinente e beffardo della piccola Lhasa Apso, il cagnolino di Liz che sembrava stesse succhiando con gusto e soddisfazione una caramella. Landrigan ebbe un soprassalto: "Liz – urlò agitato – so dove sta la perla!!!". I tre si girarono verso la cagnetta con un movimento simultaneo. Liz afferrò il tesorino per il ciuffo della testa e gli ficcò una mano in bocca, riuscendo a recuperare il suo autentico tesoro.

Se fosse stata colpa del cane o della perla che di sua natura era peregrina ( nel corso dei secoli aveva rischiato diverse volte di andare dispersa. Una volta e' stata smarrita su un divano nel castello di Windsor, e un'altra la moglie del quinto duca di Abercom l'aveva persa ad un matrimonio e la ritrovo' infilata nello strascico della sposa)... non so.



musica
16 dicembre 2011
AMI WINEHOUSE RICICLATA

 

           

Lo hanno fatto per Michael Jackson ora tocca a Amy Winehouse: riciclare quel che c'è e lanciarlo sul mercato, ancora caldo e commosso dalla scomparsa prematura e tragica della popstar.

Buono per Natale è un potpourri di demo e tracce , ma anche di cover inedite come "A song for you", "Halftime" e “Our Day Will Come”, compreso il pezzo che Amy ha cantanto durante le sua prima audizione" The Girl from Ipanema” e il primo singolo “Body and Soul” . L'album, "Lioness, Hidden treasures" che potremmo tradurre come "I tesori della leonessa". è il terzo pubblicato dopo la sua morte con l'accordo di parenti e produttori. Mentre si parla di Lady Gaga (Oddio no!) come interprete di un film sulla sua vita, vanno all'asta i suoi vestini (quello sotto è stato venduto per 43.200 sterline circa 50.600 euro)   e gli stilisti lanciano la cotonatura dei capelli, c'è chi nota che si tratta di una speculazione di scarti che la stessa Amy non avrebbe mai pubblicato. Ma Amy è Amy e l'album, è già primo nelle classifiche inglesi (sono state vendute 200 mila copie nei primi 10 giorni).


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CULTURA
12 dicembre 2011
GRETA GARBO

Non ci volevo credere: ho trovato una ricetta intitolata alla divina. Non so se fosse lei stessa a prepararli oppure sono stati creati da un pasticcere rumeno per omaggiarla. La creazione che poi si può dividere in dolcetti  si chiama Prajitura Greta Garbo. La ricetta si trova qui https://ilmenudiangela.wordpress.com/tag/greta-garbo/

Per conoscere Greta bisogna conoscere il Nord. Perché non puoi che definire nordico il suo carattere introverso. Per conoscerla bisogna conoscere, ma profondamente, vento, pioggia e oscuri meditabondi cieli“. Mercedes de Acosta.

Lavorò con due costumisti in particolare: Andrè-Ani e Adrian. Soprattutto Adrian (che stilista di Marlene Dietrich) contribuì a rendere indimenticabile il suo stile : “la cosa più interessante di Greta è la sua abilità di indossare un abito creando subito uno stile. Veste senza affettazione, con naturalezza e conferisce fascino aristocratico sia agli abiti maschili di Cristina sia a quelli lussuosi e femminili di Margherita Gauthier.”

A sei anni vendeva giornali e prima di diventare famosa ha lavorato in alcune barberie a Stoccolma...il suo compito era quello di insaponare la faccia dei clienti. Nel periodo in cui si iscrisse alla scuola di recitazione “Katarina Sodra FolksKola" in Svezia aveva un cagnolino chow chow chiamato Flimsy (Fragile) e un pappagallo di nome Polly.

Nel New York Times del 16 aprile 1990, il giorno dopo della sua scomparsa, si legge una testimonianza di John Bainbridge, autore nel 1956 di una famosa biografia dell'attrice : “...lei non ha fatto nulla che era di second'ordine. Ha avuto dignità e nobiltà. Come tutte le grandi attrici non aveva gran potere intellettuale, ma possedeva la genialità di sopraffare la macchina fotografica, perché era guidata da un segreto sublime e da un infallibile istinto: fare la cosa giusta nel modo giusto. Così infallibile era il suo istinto da dare sempre l'illusione di una più sottile intelligenza”.

Forse non è stata un'intellettuale, ma collezionava dipinti di Renoir, Bonnard, Van Gogh e di artisti raffinati come Alexei von Jawlensky e Kees van Dongen insieme ad arredi antichi francesi del XVIII secolo.

Affinità tra la Kiki di van Dongen e "Kata", come gli amici chiamavano Greta Garbo


cinema
11 dicembre 2011
DRACULA 3D

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La storia è quella di Bram Stoker : il giornalista Jonathan Harker, parte in treno dall'Inghilterra per recarsi nel castello di Dracula con lo scopo di catalogare la sua grande biblioteca. Dopo i primi approcci di cortesia, Harker scopre l' inquietante sfaccettature della vita notturna di Dracula. Una notte, contro il monito rigoroso del padrone di casa di non avventurarsi fuori dalla sua stanza nelle ore piccole, cade sotto l'incantesimo di tre sfrenate vampiri femminili, le spose di Dracula...etc.etc.
Il fascino del Vampiro supremo ha colpito anche Dario Argento (ci si chiedeva da tempo come non si fosse ancora occupato del personaggio) alle prese con il suo nuovo film da 7 milioni di euro, girato tra Biella e Ivrea – non perché la trasferta in Transilvania pesasse sul budget – ma perché da quelle parti è diventato tnon ha trovato, oltre al buseness, niente che lo ispirasse. Thomas Kretschmann (tra l'altro è stato Papa Giovanni II nel film del 2005 dedicato a Karol Wojtila) è il Conte vampiro, Rutger Hauer (Blade Runner) è Van Helsing , olandese come il personaggio del libro. Nel cast anche Asja Argento nel ruolo di una vampirizzata.
Quello che ha fatto scattare l'interesse del re del brivido italiano, non è tanto ripercorrere le vie fascinose di Dracula come tanti suoi illustri predecessori, ma la possibilità di fare un film in 3D (credo che se potesse, tanto è il suo entusiasmo, rifarebbe tutta la sua cinematografia precedente con questo sistema, in particolare – come lui stesso ha affermato in una intervista- Suspiria) . Particolarità che sarà anche nel titolo, come visto nei 20 minuti di backstage mostrati giorni fa al Noir Film Festival di Courmayeur. Dice Dario Argento:” ho usato un sistema di ripresa modernissimo: le nuove macchine Alexa, l’ultima generazione della Ariflex. Sono eccezionali, l’unico difetto è che pesano oltre 62 chili, quella del 3D è una tecnologia pesantissima, avevamo sul set ben 7 tecnici dedicati. Il 3D chiaramente costringe a cambiare un po’ stile e modo di vedere. È come se uno facesse un film a colori o un film in bianco e nero: ci sono delle differenze fondamentali. Ad esempio, io ho tenuto conto della profondità e quindi ho lavorato sui differenti livelli di posizionamento degli attori, delle scenografie. Col 3D siamo ormai entrati nell’epoca della profondità al cinema e questo ci fa scoprire nuove bellezze. Dopo il colore, il 3D è la nuova rivoluzione del cinema". Come dire...non chiedetemi di fare altri horror che non siano tridimensionali.
 
moda
9 dicembre 2011
LA FIGLIA DEL RE

Lisa Johansen, la donna svedese che nel 1998 ha pubblicato il libro “I, Lisa Marie: the true story of Elvis Presley’s real daughter” (ovvero “Io, Lisa Marie: la vera storia della vera figlia di Elvis Presley“) e che da vent’anni sostiene che Lisa Marie Presley le ha rubato l’identità, ha fatto causa alla famiglia del re del rock per diffamazione e per averle provocato problemi di natura emotiva…Come risarcimento ha chiesto il versamento di 130 milioni di dollari.

Nel libro la donna racconta che quando il cantante morì nel 1977, l’ex moglie Priscilla lasciò l’America temendo per la sicurezza della figlia. Forzata ad assumere una nuova identità, Johansen parla delle sue difficoltà a recuperare il suo vero nome e l’eredità del cantante. La Johansen aveva fornito alcune “prove” apparenti, ma la storia si era velocemente afflosciata, cadendo quasi completamente nel dimenticatoio, quando la donna si rifiutò di sottoporsi al test del DNA. Nel 2000 la casa editrice del libro, che aveva dato alla donna un assegno da 200.000 dollari come anticipo, avviò contro di lei una causa da 50 milioni di dollari per aver danneggiato le vendite del volume.Secondo i documenti depositati dai giudici, la possibile neo figlia di Elvis si sarebbe sottoposta al test del dna in un laboratorio inglese lo scorso anno. Ed ora è pronta a reclamare i suoi diritti.

 

Copertina del libro della presunta Lisa e accanto  la Lisa ufficiale.  

Le due Presley (quella presunta e quella ufficiale) si somigliano moltissimo. La foto sotto dell'ex moglie di Michael Jackson e di Nicolas Cage, oggi.


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CULTURA
26 novembre 2011
IL VIOLINO DELLA MARCHESA

 

 

La marchesa de Pompadour e il suo bidet a forma di poltroncina

Una delle prime nobildonne ad usare il bidet (chiamati anche “violini” perché nel 1739, un rivenditore che non ne conosceva il vero uso lo proponeva come “custodia per violini in porcellana e 4 zampe”) e considerato un oggetto da prostitute, fu la marchesa de Pompadour, Da un trattato per donne la marchesa de Pompeillan lo ascriveva tra i “mobili indiscreti”. Il pudore voleva che l'acqua venisse intorpidita con crusca o pasta di mandorle.

Da Accademia del profumo  "Un movimento a favore dell’igiene e del bagno si delinea nel XVIII secolo, che si concretizza nell’apparizione di due spazi fino ad allora inesistenti nelle case: la stanza per la toilette e la sala da bagno.
Verso la fine del secolo Maria Antonietta introduce alla corte di Francia il gusto per gli aromi che evocano la campagna, freschi e naturali.
La Corte utilizza acque delicate composte di bouquets floreali: l’Eau divine, l’Acqua di mille fiori, l’Eau di Bouquet di Primavera, … oltre che l’Aqua Admirabilis, l’Eau sans Pareille, fresche e leggere, prodotti della distillazione degli agrumi o dei loro oli essenziali ottenuti grattugiandone le scorze e dall’aggiunta di varie essenze floreali.

Distillatori e profumieri di qualità producono delle acque leggere e trasparenti che sono contenute in flaconi di cristallo di Boemia o d’Inghilterra. Nel 1795 la manifattura Baccarat, con la sua esperienza di flaconi di vetro conosce un grande successo. Sarà ben presto seguita da Lalique che creerà i flaconi più belli della profumeria antica, in modo particolare per Molinard e, in seguito, per Nina Ricci.
In effetti, questo secolo, regno della seduzione, conosce una proliferazione di cianfrusaglie preziose che contengono profumo, aceti e belletti: astucci e necessaires, pommanders, salse, boîtes bergamotes tipicamente di Grasse, pots pourris per i profumi d’ambiente.
Il sapone, la cui qualità migliora considerevolmente con la scoperta della soda artificiale nel 1791, occupa un posto considerevole nella profumeria

La Rivoluzione Francese arrecherà un colpo terribile alla profumeria, nonostante la creazione di fragranze dai nomi “evocativi” come “Profumo alla ghigliottina” e “Alla Nazione”. Sarà solo con il Direttorio che questa tendenza verrà soffocata da una frenesia di lusso che si impadronirà della società ed introdurrà gli aromi muschiati". 



vita familiare
24 dicembre 2005
POVERO PAPA'...NATALE!

Babbo Natale, quest’anno, è un papà a tutti gli effetti. Parlo dei padri separati che - vistosi negare il diritto legittimo di trascorrere le feste con i loro figli -  rivendicano il loro status reale, travestendosi – per un sit-in – da quello virtuale, con tanto di barba finta, renne, slitta e tutto il resto. Devo dire che, pur senza entrare troppo in merito alla questione se sia giusto che i figli di genitori separati diventino “proprietà” della madre, merce di scambio, ripicche e vendette,  l’idea di un padre, costretto a scendere in piazza con tanto di cartello per elemosinare un po’ di attenzione, mi fa tanto tristezza. E’ vero che molti matrimoni sono un martirio, ma spesso, nelle società più avanzate, alla fine sono gli uomini separati ad avere la peggio  (soprattutto nei week-end, durante le Feste e il giorno dello stipendio). Siamo anche abituati a ritenere più giusto che i piccoli siano affidati alla madre (anche se, di questi tempi…), però la faccenda andrebbe ridiscussa e civilmente risolta. L’argomento mi trova sensibile per il fatto che un mio carissimo amico che è stato sposato soltanto un anno (durante il quale è nato un bambino), ha dovuto versare cifre astronomiche all’ex moglie per circa 20 anni, garantirle un’esistenza ad alto livello (di tutto e di più), minacciato in modo ricorrente di essere privato anche del privilegio di vedere per poche ore (in genere la domenica, per tristi pranzetti o partite di calcio) il ragazzino che nel frattempo cresceva odiandolo (o perlomeno non capendolo) perché sua madre lo usava accendendolo come una miccia. Il mio amico era benestante e in qualche modo ha potuto conquistarsi l’attenzione del ragazzo. Quando è scomparso per una brutta malattia, al suo funerale, l’ex, pensando all’eredità, ostentava lutto e disperazione da vedova, mettendo in secondo piano la nuova compagna, forte del fatto che lui non aveva affrontato il divorzio per non guastare ulteriormente i difficili rapporti con suo figlio. Una storia tristissima… come quella di decine e decine di iscritti all’ Armata dei padri che in nome del movimento che difende i loro diritti (e quelli dei figli) hanno organizzato molti trasvestimenti e raduni, come quello di trasformarsi in tanti  Babbo Natale, per rivendicare il loro mestiere di genitore che non sempre deve  essere soltanto  quello di spalancare il portafogli. Magari di questi tempi il loro sacco sarà sempre più vuoto, ma almeno in questo modo potranno sentirsi "babbi".




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